Le nazionali


L’agonismo Nazionale, punto d’orgoglio di tutto il movimento, è la bandiera della nostra Federazione in ambito strettamente sportivo, ed è legato - aspetto non trascurabile - ai contributi erogati dal CONI, i quali vengono maggiorati a fronte di risultati di prestigio.  Al riguardo, la composizione delle varie squadre nazionali è un aspetto delicato ed importante che occorre gestire con maggiore oculatezza, e non si può sottacere come negli ultimi anni, causa una serie di discutibili decisioni in vari ambiti, si sia perso quasi tutto, tanto da lasciare increduli gli osservatori internazionali. 

Urgono chiarezza e scelte univoche in merito alle modalità di composizione delle formazioni, ma non solo, perché appare molto importante anche il lavoro - intrapreso anni fa e poi drasticamente interrotto -  di reperimento e formazione di ogni giocatore e giocatrice che mostri le caratteristiche per eccellere, e questo in ogni categoria. A questo riguardo, la smantellamento del "Club Rosa", e l'inesistenza di programmi mirati sia in ambito Seniores che, più recentemente, per quanto riguarda il settore Misto, sono gravi macchie che insistono sul recente passato. A questo si possono aggiungere evidenti perplessità nella redazione delle formule di gara utilizzate nelle selezioni e nelle scelte finali da esse derivanti.

Per questo, sono sostanzialmente favorevole alla nomina di un responsabile unico dell'area tecnica afferente al settore dei campionati internazionali - ovvero un consigliere che voglia accollarsi il gravoso onere, a titolo gratuito -  che eventualmente possa decidere la nomina di un Commissario Tecnico da selezionarsi per titoli e progetti presentati, con l’incarico di impostare un lavoro di selezione ad ampio raggio prima, e poi di formazione delle squadre che rappresenteranno l’Italia nelle varie categorie. Per quanto attinente a quest'ultima fase, il CT, qualora lo riterrà opportuno, potrà anche indire delle ulteriori prove selettive tra i giocatori e le giocatrici, nell'arco del percorso formativo e di osservazione,come i più idonei per competizioni di livello internazionale. La presenza di tale figura all’interno del CD vuole raggiungere lo scopo di un'armonizzazione del lavoro dell'intera area tecnica.

Lo scopo che ci si prefigge è quindi duplice, ed è figlio di due due necessità solo apparentemente antitetiche: quella di far giocare la squadra oggi più forte, e al contempo individuare prima, e far fare esperienza poi, ai giovani che potranno giocare nella squadra più forte di domani. 

Al fine    di consentire una maggiore partecipazione di talenti bridgistici alle rappresentative nazionali – le competizioni internazionali sono numerose, e di varia natura – è mia intenzione pianificare l'attività secondo lo schema di grande successo inaugurato dal "Club Azzurro" nei primi anni '90, e poi colpevolmente abbandonato (salvo l'efficace riproposizione del meccanismo in occasione del più recente "Culb Rosa", anch'esso, negli ultimi quattro anni e colpevolmente, soppresso).

Il formato deve essere, a mio parere, esteso a tutte le categorie, a cominciare da quella più importante di tutte, in chiave futura, ovvero  deve essere creato un “CLUB AZZURRO GIOVANI”. A questo vanno affiancati al minimo un Club Azzurro e un Club Rosa.

(Per ulteriore approfondimento si rimanda all'Appendice I scaricabile QUI)